A provocare la depressione è l’elevata attenzione che un soggetto pone sulle proprie mancanze e frustrazioni, perciò il mondo esterno diventa riflesso di quello interno, facendolo apparire come minaccioso e rifiutante.

Le persone depresse si accusano spesso e volentieri di colpe passate e insufficienze, si sentono inferiori agli altri e per questo si rifugiano progressivamente in universo sempre più chiuso, apparentemente immobile ma in realtà pieno di conflitti interni così profondi e dolorosi da farli piombare nell’apatia, modo di non sentire nulla e ripararsi indirettamente da una sofferenza ritenuta eccessiva.

Per i familiari e gli amici spesso è difficile scoprire le prime avvisaglie della depressione in una persona a loro cara. Si tende a sottovalutare il disagio, pensando che passerà da solo.

Esistono però delle spie che aiutano a comprendere se una persona è depressa e soprattutto delle azione che i familiari e amici possono intraprendere.

4 frasi, campanello d’allarme della depressione

1.    “Non cambierà mai nulla”
La depressione è una condizione complicata perché è come dover iniziare un viaggio lunghissimo sentendosi sfiniti. L’apatia dei depressi si accompagna spesso a un acuto senso di mancanza di forze, da cui consegue la quasi totale assenza di motivazione. Ciò che i depressi hanno smesso di sperimentare è che le energie si rigenerano, facendo cose piacevoli.
Un modo per aiutarli a superare l’immobilismo è, come con i convalescenti, riabituarli piano piano a fare qualcosa di bello insieme a qualcun altro, meglio se poco faticoso.
Cosa rispondere – Una possibile frase da opporre all’immobilismo depressivo può essere qualcosa del tipo “ti va se guardiamo un film?” (o qualche altra attività poco impegnativa da fare insieme o, almeno, vicini)

2.    “Non valgo niente”
Le persone depresse tendono a pretendere troppo da se stesse. Non si accontentano di riuscire in qualcosa, ma di solito vogliono eccellere, cosa che le fa cadere in un gorgo senza fine di auto commiserazione in caso di risultato non confacente alle loro aspettative.  Al minimo intoppo nei loro piani, si accusano di essere degli incapaci perché confondono il non primeggiare con il non valere nulla.
Come rispondere – Una buona frase in risposta alla lamentazione circa la carenza del proprio valore può essere “io ti voglio bene proprio così come sei, compresi i tuoi difetti”.

3.    “Voglio tornare quello/a di prima”
Una tendenza comune a molte persone che presentano sintomi depressivi è il fatto di concentrare la propria attenzione sul passato invece che sul presente, di solito idealizzandolo come un momento felice e pieno di soddisfazioni. In molti casi, però, è proprio questo il loro vissuto, tanto che la maggior parte delle depressioni non organiche si sviluppa in conseguenza di qualche evento spiacevole (fine di una relazione sentimentale, licenziamento ecc.).
La cosa fondamentale per migliorare la condizione di una persona depressa è la politica dei piccoli passi, cioè migliorare la vita giorno per giorno, senza pretendere tutto e subito (attività nella quale i depressi sono maestri).
Come rispondere – Una buona risposta da dare loro può dunque essere: “Ok, vuoi tornare quello/a di prima. Qual è il primo passo che puoi fare oggi? Se me lo dici ti aiuto”

4.    “Ormai è troppo tardi”
La disperazione depressiva si poggia su una miscela di generalizzazione e assenza di speranza. I depressi fanno di tutta l’erba un fascio, smettono di distinguere tra un problema e un altro e creano un enorme unico problema chiamato depressione dal quale sembra impossibile uscire. Inoltre, sono pieni di rimpianti, lamentano occasioni svanite, obiettivi persi, sconfitte, e ritengono che se riprovano dove hanno fallito falliranno di nuovo. Il loro orizzonte è cupo, perché manca del tutto la speranza. La speranza è il bene più prezioso, e riuscire a ridargliene anche una goccia è di sicuro un gran risultato.
Cosa rispondere – Un esempio di frase da dir loro in un momento di sconforto può essere “Io credo che ce la farai a raggiugere i tuoi obiettivi. Magari non subito, di certo non tutti, ma sono convinto che ce la farai”.

È importante tenere sempre a mente che il linguaggio, le parole scelte per comunicare con una persona depressa sono molto importanti.
Bisogna, dunque, fare molta attenzione e sceglierle con cura e ricordare che è fondamentale non perdere la pazienza di fronte alle continue lamentele e l’immobilismo provocato da questo tipo di disagio. Un depresso è una persona che si accusa di continuo, quindi, accusandolo a nostra volta può provocare degli effetti controproducenti.

Ecco, dunque, consigliate 2 frasi che è meglio evitare.

1.    “Dai, muoviti!”
La depressione non è un capriccio, non si vince unicamente con la forza di volontà. Per superarla, serve una profonda ristrutturazione del proprio modo di stare al mondo. Molto meglio lavorare per convincere la persona depressa a iniziare un percorso di sostegno psicologico invece che incitarla a muoversi facendo non si sa bene cosa.

2.    “Così fai stare male anche me”
Non è un problema del depresso come stiamo noi, farlo sentire in colpa non fa che peggiorare il suo stato.

Le persone depresse spesso cercano amore, amicizia, accettazione, compagnia o riconoscimento ma lo fanno puntando troppo in alto o ponendosi degli obiettivi irrealistici. Un grandissimo passo, per queste persone, consiste nel concentrare le proprie forze nel raggiungimento delle cose davvero importanti, abbandonando quelle superflue.
I depressi, sono iperattivi a livello emotivo e mentale, ma agiscono pochissimo. Di solito, pretendono ma non fanno nulla. Inoltre è fondamentale, per stare nel mondo senza soffrire in maniera eccessiva, accettare il fatto che è inevitabile fallire qualche volta, soprattutto se si hanno obiettivi ambiziosi. I depressi agiscono poco, e quando lo fanno pretendono che il cosmo regali loro il risultato che sperano. Se non succede, ne fanno un dramma, e iniziano a creare infinite lamentele circa la loro sfortuna o ingiustizie che hanno impedito loro di arrivare dove volevano. Lamentarsi, purtroppo, non cambia la situazione di una virgola. Molto più utile è prendersi la responsabilità di ciò che si vuole, arrivando a creare dei piani di azione concreti o a rinunciare, se l’obiettivo è troppo difficile da raggiungere. Rinunciare a qualcosa di impossibile non è codardia, ma l’unico modo per non buttare la propria vita in rimpianti. Per uscire dalla depressione, spesso, può essere fondamentale un intervento professionale che accompagni la persona in un viaggio di cambiamento e accettazione della propria storia e dei propri limiti, in maniera da ritrovare interesse in se stessi e nello stare nel mondo, un cammino di riscoperta del piacere e delle piccole bellezze che rendono una vita degna di essere vissuta.